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L’articolo di oggi è diverso dal solito, di pole dance se ne parla ormai ovunque spesso anche per moda, ma l’impatto che ha sulle vite di chi la pratica costantamente è reale. Come?

6 storie trovate nel web, tutte persone diverse ma con una passione in comune, la pole e come ha cambiato la loro vita. Pronte a riconoscervi nei loro racconti?

#1. Irene e il sogno di danzare

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“Tempo, pazienza, voglia, fatica con queste cose tutto si fa”.

Non è una frase di uno scrittore o di un personaggio famoso, ma è quello che mi ripeteva spesso una persona che porto nel cuore ogni giorno: la mia nonna!

Quando ero bambina frequentavo la scuola musicale. Nello stesso edificio saltellavano bambine in tutù rosa a tempo di musica. Emozionata e sognante, le ho osservate per giorni, per anni, attraverso un angolo della vetrata della palestra dove facevano lezioni. Avrei dato qualsiasi cosa per poter essere una di loro, circondata da veli  e scarpette di raso.

Ma purtroppo questo forte desiderio di bambina non è mai stato esaudito.

Sono cresciuta oramai, ma non mi sono mai dimenticata dei sogni di quando ero piccola, che difficilmente si realizzano, stando seduti ad aspettare.

Mi chiamo Irene ho 38 anni, non ho mai avuto il coraggio di danzare e imparare quest’arte meravigliosa. Mi sento goffa, impacciata e fatico a guardarmi allo specchio, ma la mia insegnante con la sua Pole Dance ha incrociato la mia strada. Mi ha fatto credere che con impegno, allenamento e sacrificio posso realizzare quel sogno. Ho iniziato la pole dance due mesi e mezzo fa, non avrei mai pensato di ritrovare intatte le emozioni che provavo da bambina.

Amo questo sport e, anche se le difficoltà non mancano e non mancheranno, vedere un sogno che diventa realtà vale tutta la fatica, i lividi e il dolore fisico che a volte provo. Quindi, cara nonna, sono felice di dirti che avevi ragione: tutto si può fare con gli strumenti giusti!”

#2. Santina e i limiti da superare

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Ho iniziato pole dance in un momento in cui tutto nella mia vita non sarebbe più stato uguale a prima. Spinta dalla curiosità, iniziai questa avventura in cerca di risposte che col tempo sarebbero arrivate. In questi due anni la mia insegnante mi ha trasmesso davvero tanto e, un po’ alla volta, sono riuscita a capire che cos’è davvero la pole dance.

Pole dance non è solo una disciplina: pole dance è arte, è espressione di se, è forza, determinazione ed eleganza. Ognuna di noi lo fa in base alle proprie capacità e alla propria storia, a me ha dato forza, consapevolezza e ogni volta mi mette davanti nuovi ostacoli da superare.

A volte si torna a casa dopo la lezione con grande gioia, dopo aver conquistato dei piccoli risultati. Altre volte, invece, tristi e sconsolate per non essere riuscite a portarsi a casa delle nuove figure e dei nuovi obiettivi. Ma questo non ci scoraggia, anzi, diventa una nuova motivazione per andare avanti e per continuare a migliorare.

In questi due anni durante le lezioni, sono riuscita a scoprire in me una forza e una determinazione che forse non sapevo neanche di avere. Sono riuscita a portare questa forza anche nella vita personale. Le sfide che ogni volta ci troviamo davanti non riguardano solo la pole.

Non sono solo una meta, un fine da raggiungere, non riguardano solamente una sfera fisica, ma anche e soprattutto una sfera più intima e personale. La pole ci porta a superare dei limiti al di là dei quali noi non avremmo mai pensato o creduto di poter andare, ma questi limiti sono più una condizione mentale. Il fatto di non riuscire a fare qualcosa è perché siamo noi che ci mettiamo davanti quei limiti e questa consapevolezza in palestra, come nella vita, mi ha dato forza e sicurezza in me stessa. Questo mi ha dato la Pole Dance.

#3. Linda, la pole dance come modalità d’espressione

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Mi sono avvicinata alla pole dance nel settembre del 2016 con un desiderio di sperimentare l’acrobatica unita alla sensualità. In un’epoca dove tutto sembra essere veloce e liquido credo sia importante per una donna maturare una consapevolezza del corpo anche per lavorare sulla mente.

La pole dance consente di sviluppare proprio questo equilibrio attraverso movimenti fluidi e figure precise che possiamo ottenere con allenamento e concentrazione. Da sempre appassionata ad ogni forma di arte, vivo in una costante ricerca interiore che mi permette di esprimere il mio mondo sia attraverso la musica che la pittura.

L’aver scoperto la pole dance come modalità d’espressione ha certamente contribuito a potenziare il mio lato creativo, ma non solo: ho potuto constatare una maggiore attenzione a parti del corpo che prima ignoravo, muscoli dimenticati, e ho appurato il beneficio che ne trae la mente.

#4. Federica: la boxe come la pole

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Anni fa mi sono avvicinata al mondo della thai boxe. Sono ormai 8 anni che pratico questo sport, e forse proprio per questo ho voluto provare a rimettermi in gioco provando qualcosa di diverso.

E cosa potevo provare di diverso dalla boxe se non la pole dance? E’ partito tutto come un gioco, un corso di 8 lezioni che si sarebbe concluso in breve tempo, senza troppo impegno. Ma così non è stato. Al contrario di come tanti pensano, la boxe è uno sport completo. Non è solo forza e fisico, ma è anche testa, ragionamento, determinazione. E tutto ciò, con mia grande sorpresa, l’ho ritrovato anche nella pole dance.

La pole dance non insegna solo a ballare e ad essere sensuali. La pole dance è fatica, è superare i propri limiti, è sudore e soddisfazione. Sicuramente per una donna, al contrario della boxe, la pole dance definisce il lato femminile, lo perfeziona e lo esalta; ma esattamente come nella boxe ogni movimento è studiato, ogni mossa ha la tua tecnica, ogni passo ha la sua conseguenza.

Ecco perché quel corso di 8 lezioni, iniziato per gioco, non si è più fermato e credo che non si fermerà per un bel po’. Per me la pole dance è sport. La pole dance è donna. La pole dance è emozione.

#5. Ilaria, la pole come storia d’amore

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La pole è iniziata come una prova verso me stessa, per esplorare i limiti del mio corpo, della mia forza. Me ne sono innamorata e come ogni “storia d’amore” la parte dell’innamoramento è la più bella, ma ci sono anche i momenti di sconforto, in cui guardi i video di performer esperti e ti viene voglia di gettare la spugna. O di imparare.

Ho iniziato pole dance per diventare “più femminile” come molte pensano al principio, poi ho visto che mi ha dato molto, ma molto di più. Mi ha insegnato la costanza, perché la pole è un impegno, non dettato dall’agenda, ma dallo spirito.

Mi ha insegnato la pazienza (e quanto ne avevo bisogno!) perché perseverando si ottiene ogni risultato.

Mi ha insegnato a unire mente e corpo, non solo a ripetere una successione di movimenti, ma a dargli un senso, il MIO senso. Mi ha dato dei riferimenti, delle donne che come me si mettono alla prova, che come me combattono le loro battaglie, piccole o grandi che siano, e lo sappiamo tutte, anche se non ce le diciamo.

E’ passato solo un anno da quando ho iniziato in questa palestra, ma da sola mi accorgo di non esser più la stessa di prima.

#6. Silvia, la pole come amante

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Te ne stai lì, in mezzo al soggiorno e mi guardi, non parli ma sento il tuo sguardo che si posa insistente su di me. So che mi stai giudicando.

Mi giro e imperterrita continuo nel mio ozio sdraiata sul divano, navigo un po’ su internet ma sento sempre la tua presenza che sovrasta tutto, accendo la tv e come sempre non c’è nulla che attiri la mia attenzione, allora prendo un libro ma sono sovrappensiero e i miei occhi continuano a spostarsi dalle pagine per capire se mi stai ancora guardando.

So già la risposta. Lì dall’alto della tua figura esile e lucente punti il dito su di me e con un sottile gioco psicologico mi sfidi. E come sempre vinci tu.

Corro in camera e facendo una fantozziana imitazione di Superman, passo dall’essere la svogliata donna in pigiama di pelo e ciabattone alla scosciata pole dancer in culotte e microtop.

Esco dal bozzolo e mi trasformo in una farfalla, a volte più falena, a volte anche balena. E via di inversioni più o meno spettacolari aiutata da quintali di crema per il grip, magnesite e vodka che arrivata alla fine dell’allenamento sembro più un muratore coperto di malta che l’affascinante ballerina che vorrei essere.

Ma comunque vinci sempre tu. Tecnicamente sei solo una pertica in acciaio inox ottonato di diametro 45mm ed altezza 2.90 m dotato di un meccanismo interno per il fissaggio a pressione ed uno per la rotazione in asse verticale.

Praticamente sei una attrezzo ginnico atto all’esecuzione di figure acrobatiche ed artistiche. Personalmente sei una passione, la ragione delle miei gioie e dei miei tormenti, l’unico amante che potrei mai avere, il mio peggior nemico e il mio miglior amico. Fa paura pensare questo di 15 kg di ferro.

Storie troppo belle da non convidere, diverse vite unite da una passione in comune: come non riconoscersi in questi racconti?

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Rosegold